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Papà ti regalo...

Oggi è la festa del papà e molti di voi staranno pensando a quale potrebbe essere il regalo più adatto per festeggiarlo. Cosa si regala a un papà? C’è chi opta per la classica cravatta magari di colore diverso, "sì papà adora le cravatte, sarà contento" chi pensa che un liquore, un vino pregiato, un libro possano fare al caso loro, chi si butta sulla tecnologia: “mio papà è troppo avanti gli regalo lo smartphone”, chi naviga interminabili ore su internet cercando il regalo perfetto per sorprenderlo come lui, sì lui, in passato avrà sicuramente fatto.
Bene l’anno è composto da 365 giorni più o meno e, spesso, quando si va a vivere da soli sono davvero pochi i giorni che si dedicano ai genitori. Una chiamata veloce "papà tutto bene?", un pranzo in famiglia la domenica, e poi di nuovo di corsa nelle nostre frenetiche vite. Ma il tempo corre, sì, corre più veloce di noi. E papà chiama, chiede quando andremo a trovarlo, non la domenica, non per pranzo, a trovare lui, a passare del tempo con lui, a chiacchierare con lui. E noi quante volte rimandiamo? Quante le volte che non stiamo ad ascoltare, perché lui non può capire, perché è antico, perché sapesse cosa significa essere giovani, ora, oggi, in questo momento. Dimentichiamo spesso che giovane, un tempo, lo era anche lui.
Quel tempo quando ci cullava, nonostante le numerose ore di lavoro e la fatica, quando ci rimboccava le coperte in silenzio per non svegliarci, le volte che, nonostante avesse fretta, si è fermato a capire perché avevamo detto una bugia, le volte che si è preso del tempo per insegnarci qualcosa, giusta o sbagliata; il tempo, sì, il tempo che ci ha regalato, affinché potessimo diventare grandi. Perché è pur vero che poi grandi si diventa da soli, affrontando la vita e le sue sfumature, ma quante volte ci siamo sentiti ancora più grandi sentendo papà accanto?


È chiaro non tutti hanno poi avuto lo stesso rapporto con papà e per questo motivo forse molti, in questo giorno, non staranno neanche pensando a un regalo. Oggi ho visto un ragazzino al supermercato accanto al suo papà, lo guardava con ammirazione, lo seguiva e lo imitava in ogni cosa, sembravano una cosa sola e, in cuor mio, l’unico vero desiderio che ho avuto è che non si dimenticassero mai da dove è iniziata la loro storia d’amore. Sì perché quando si parla del rapporto tra un figlio e un padre, si parla sempre di una storia d’amore che è sempre esistita ma che è nata consapevolmente dal gioco di un trenino elettrico, da una carezza prima di dormire, da una giornata al mare, da una risata spontanea. Spesso quando si cresce, però, ci dimentichiamo da dove è nato l’amore e lo diamo per scontato. L’amore per un padre è un sentimento senza eguali. È vero ognuno, ahimè, lo vive a modo proprio in base alla propria esperienza e al proprio rapporto o non rapporto.
Ma non bisogna mai dimenticare chi per primo ci ha preso la mano, chi ci ha insegnato la strada, chi ci ha sostenuto quando abbiamo perso l’equilibrio delle gambe, della mente e del cuore. Ognuno di noi, ne sono sicura, avrà anche un piccolo ricordo che custodisce gelosamente dentro di sé.
E allora oggi il più prezioso regalo che si possa fare a un padre, secondo me, è il tempo.
Il miglior modo per costruire ricordi preziosi e indelebili che sempre ci accompagneranno.

di Cristina Amato, pubblicato il 17/03/2015 alle 16:32

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