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Alla scoperta di Savoca e della sua infinita poesia
di Carmen Calabrò il 05/11/2015
Alla scoperta di Savoca e della sua infinita poesia

“…Ti porterò in ogni mio viaggio,
vedremo tramonti e aurore,
distese di acque straniere,
montagne che sfiorano il cielo.

Ti custodirò
in uno scrigno di diamante
dove mai la spada del tempo
che ci ha traditi
potrà scalfirti…”

(Marialuisa Emilia Lo Giudice)

Poesia di un amore infinito che rimanda a memorie antiche di una dama al suo cavaliere che non farà più ritorno dall’ultimo viaggio, luoghi in cui si incrociano Medioevo ed età presente. Il Bar Vitelli, le vie fatte di ciottoli e sampietrini, le rovine del Pentefur, fortezza inespugnabile vinta dalla corrosione del tempo e ridotta oggi a pochi ruderi, lo snodarsi dei quartieri di San Giovanni e di San Rocco, ci dicono che siamo a Savoca, uno dei borghi medievali più belli d’Italia.

Affacciato su sette colli (da qui “Savoca sette facce”) tra fioriture di sambuco, ginestra e zagara, offre a te visitatore un’atmosfera magica e suggestiva, per la quale ti sembrerà di essere spettatore e al contempo attore di meravigliose scene di vita medievale, dove nel tuo immaginario vedrai passeggiarti accanto dame, cavalieri, re e regine, giullari e gente popolare… il tutto nel più maestoso silenzio.

credits: Maria Luisa Lo Giudice e Carmen Calabrò

E camminando nel tuo giro in salita attorno al paese, magari dopo aver mangiato un boccone in uno dei caratteristici locali, famoso per “il pane cunsatu”, i tuoi occhi si affacceranno su signorili balconi di case e nelle più imponenti chiese, delicate nel loro saluto ai visitatori di tutto il mondo. In origine, le chiese sul territorio savocese erano sedici ma, e nonostante di alcune di queste oggi rimanga solo lo scheletro, tutte meritano di essere immortalate in foto-ricordo e rivisitate assieme al convento dei cappuccini, dove si trovano le famose “mummie” ancora in buono stato di conservazione, seppur danneggiate in passato da atti vandalici.

Nei decenni lo splendido borgo ha ispirato non solo poeti, scrittori e artisti ma anche registi famosi come Francis Ford Coppola, che di Piazza Fossia e del Bar Vitelli ne ha fatto lo scenario per il suo celebre film Il Padrino parte II.

Il paesaggio di Savoca offre a ogni svolta nuovi scenari d’incontaminata bellezza che potrai ammirare nella tua passeggiata. Incontrerai sul territorio, designati dalla natura e sinergicamente armonizzati, il fiume, il ruscello, la collina, il bosco e la roccia brulla. Potrai scegliere di raggiungere il Monte Calvario da cui ammirare un panorama mozzafiato, magari in dolce compagnia, oppure gustare la famosa granita al limone con “le zuccarate”del Bar Vitelli o scambiare quattro chiacchiere con gli amici davanti ad un ottimo bicchiere di vino e a cibi raffinati al Borgo San Rocco Resort, dove avrai anche la possibilità di trascorrere notti da sogno nei suoi caratteristici alloggi. 

credits:Maria Luisa Lo Giudice e Carmen Calabrò

credits: Maria Luisa Lo Giudice e Carmen Calabrò

Non è importante il periodo dell’anno in cui deciderai di visitare questa meravigliosa perla custodita da una conchiglia di verde incontaminato. Sotto il sole d’agosto o ricoperta da una soffice coltre bianca, persino col cielo plumbeo o una pioggia battente, Savoca ti farà sognare, ti farà innamorare, ti farà riscoprire tradizioni, usi e costumi di un popolo fiero e legato ai valori del passato, tramandatosi da padre in figlio nei secoli fino ai giorni nostri.

Tutto è magia a Savoca ma è anche storia, tradizione, leggenda e meraviglioso romanticismo.

Riscoprirai il contatto con la natura, l’arte semplice e preziosa degli antichi mestieri, godrai passo passo di un’infinita poesia e darai valore a te stesso come attore protagonista del tuo “film” in una Savoca che non è punto di arrivo bensì punto di partenza da cui poter dire, come nel celebre film di Massimo Troisi, “Ricomincio da tre”.

 

credits: Maria Luisa Lo Giudice e Carmen Calabrò

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Autore
Carmen Roberta Calabrò è un'emergente poetessa. La scrittura è la sua più grande passione. È presente in diverse raccolte poetiche, edite da Aletti, la più importante tra queste è "Soulaire", nella quale è coautrice, insieme ad altri quattro autori scelti in tutta Italia.
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