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I miei 3 posti preferiti a Milano in cui festeggiare dopo un esame
di Diana Pettinato il 15/06/2017
I miei 3 posti preferiti a Milano in cui festeggiare dopo un esame

 

Come forse si è intuito, il leitmotiv di questi ultimi mesi è la nostalgia per il tempo andato dell’università, che quando ce l’hai tra le mani speri che passi in fretta e poi all’improvviso cominci a rimpiangerlo.

Proprio oggi mi è capitato di riflettere su un particolare probabilmente molto banale, ma di cui sono sempre stata convinta. Quando stai studiando per un esame ti sembra che tutto faccia schifo, che i giorni non passino mai e che tutto il mondo attorno a te abbia una vita super mega eccitante, però… Quanto è bello e che grado di felicità arrivi a provare quando finisci un esame? Ovviamente questo presuppone che l’esame sia andato bene. E quando questo succede perché i pianeti sono allineati e tua nonna si è consumata le dita a furia di sgranare rosari

 

QUANTA

CAVOLO

DI

FELICITÀ

SI

PROVA

 

Una felicità prorompente, un senso di libertà e leggerezza mai provato. Credo che pochi momenti nella vita ti diano la possibilità di gioire con così tanta forza, o almeno questa è la mia opinione personale.

 

Va da sé, quindi, che questo momento di assoluto benessere va onorato come si deve, quindi fondamentalmente non andate a spaccarvi il fegato brindando in posti in cui fanno i cocktail con la vodka del Lidl, ma almeno per questa occasione concedetevi una bevuta con tutti i crismi.

 

Se come me avete avuto la brillante idea di iscrivervi all’università a Milano, in modo da constatare ogni giorno che la geografia italiana non prevede il mare in Lombardia, almeno consolatevi andando in uno dei miei posti preferiti per festeggiare (che non perché sono i miei preferiti, ma spaccano veramente).

 

Surfer’s Den (Piazza Caduti del Lavoro, 5)

 

Best place in Milan in assoluto.

 

E non perché ci ho festeggiato tutti i miei compleanni e anche la laurea, perché detta così potrebbe far sembrare di parte il mio giudizio. La verità è che io questo posto l’ho visto crescere, da quando si è spostato dalla vecchia sede in Porta Romana all’attuale in zona Navigli (ma attenzione, non è sui Navigli incasinati e pieni di gente, ma è in un piazzale un po’ appartato dove non sembra nemmeno di essere a Milano).

 

In inverno vi sembrerà di entrare in un vagone di un treno anni ’30, d’estate vi ritroverete in un giardino che gli amanti di Pinterest e Instagram non potranno smettere di fotografare da ogni possibile angolazione o scorcio, tra lucine e foglie di piante aromatiche.

 

Una particolarità del Surfer’s Den è la capacità di rispecchiare a pieno le personalità di chi ci lavora dietro, permettendo a questo piccolo posto magico di esistere: Franz, appassionato di surf e di punk, e Yuri e Irene, amanti di giardinaggio e di oggettini adorabili e ricercati da mercatino dell’antiquariato. Incredibilmente, questi due mondi apparentemente così distanti sono riusciti a fondersi con un’armonia quasi da favola, riuscendo a rendere questo locale unico nel suo genere e pieno di particolari ricchi di storie da raccontare.

 

Ultimo dettaglio, ma non certo per importanza: i cocktail di Yuri. Se vi piace bere, vi piace sapere cosa bevete, vi piace provare qualcosa di diverso, nuovo e ricercato e nel frattempo fare quattro chiacchiere con lui sul magico mondo delle bevande alcoliche (ma non solo), questo è assolutamente il posto per voi.

 

Brindare alla fine di un esame o, come ho fatto io, alla fine di un intero percorso universitario, con in mano un cocktail rosa il cui bicchiere è tempestato di polvere di caramelle (da leccare come se fosse un lecca-lecca), credetemi, rende tutto ancora più fantastico.

 

Poche parole per raccontare quello che per me è uno dei posti del cuore, della memoria, dove non mi stancherei mai di andare e dove vorrei portare tutti i miei amici: spero di essere riuscita a stimolare quantomeno curiosità di andare a vederlo.

 

E intanto, da parte mia, grazie per esserci e per questi anni insieme.

 

Eppol (Via Marcello Malpighi, 7)

 

Penso sia chiaro a questo punto: datemi delle lucine e vi solleverò il mondo.

 

Non so se è perché in questi anni di studio hanno rappresentato una metafora della luce in fondo al tunnel o se sono semplicemente assuefatta all’atmosfera natalizia, fatto sta che posti come questi mi entrano nel cuore, e una volta entrati è difficile buttarli fuori.

 

Da Eppol si va per un aperitivo, per mangiare qualcosa o per bere, anche in questo caso, cocktail stellari e un po’ diversi dal solito, e credo che un esame in meno richieda qualcosa in più di un chupito di rum e pera (anche se questo fa sentire così tanto back to adolescenza).

 

L’atmosfera è accogliente e anche qui ci si perde nei dettagli e nelle chiacchiere, con un personale giovane, cordiale e competente.

 

Caffè Picchio (Via Melzo, 11)

 

 

Per quando l’esame da festeggiare, purtroppo, è arrivato a fine mese e per brindare avete bisogno di un posto cheap e studenti squattrinati friendly. E nella mia mente questa descrizione corrisponde solo a un posto: il Picchio. Dalla foto sembra esattamente quello che è: un caffè, un bar, senza nessuna pretesa se non quella di avere un Facebook personale, come si può intuire dalle decine di foto appese dietro il bancone. La gestione è di un’intera famiglia di matti (che sta a voi capire come sono imparentati tra loro), ma matti in senso positivo: persone vere, reali, simpatiche e sorridenti, che ti fano venire voglia di non andare più via anche se il posto non sembra dei più belli (almeno esteticamente) corrompendoti anche con una riserva infinita di patatine (da chiedere a ruota).

 

Ci ho passato alcune delle serate più belle della mia vita da studente universitario e ve lo consiglio per quando, nel post esame, non avete la forza di togliervi la tuta che vi ha accompagnai durante l’intero periodo di studio e volete un posto sciallo in cui perdere i sensi senza che nessuno vi giudichi.

 

E se a furia di bere e festeggiare, festeggiare e bere, siete finalmente arrivati alla laurea (e io sono l’esempio vivente che ci si riesce), oltre a consigliarvi dove festeggiarla, noi di Splitit vi suggeriamo anche come festeggiarla, O meglio, come continuare i festeggiamenti una volta che quelli ufficiali sono finiti: con un viaggio, ad esempio. Per far sì che amici e parenti vi aiutino a continuare il vostro cammino della gioia da studenti finalmente affrancati dalla schiavitù dell’università, organizzare una lista regalo online, in modo da dare a tutti la possibilità di partecipare al vostro regalo di laurea (o di compleanno, matrimonio ecc.) con un semplice click. Infatti, chiunque vorrà contribuire potrà farlo comodamente da pc, tablet o smartphone versando la quota desiderata tramite bonifico bancario, carta di credito o carta prepagata. E poi toccherà a voi decidere come e quando concretizzare il vostro regalo con quello che più vi piace.

 

Quindi, in bocca al lupo e soprattutto buoni festeggiamenti!

 

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. Medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.
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